¤ Le Fate delle Terre Invisibili ¤
Non è questo né luogo né tempo per narrare quella che è la lunga storia del mondo nato dai Tre, ma è importante rimembrare di quando questo venne lasciato da Ares nelle mani delle sue sorelle, Gea la bianca e Tiamat la nera. Ci fu un tempo in cui l'equilibrio venne spezzato, un tempo in cui esistevano solo Bene e Male, e tra essi un vasto campo di battaglia, la Terra che oggi inconsapevoli e dimentichi calpestiamo. Allora i Priminati ancora dimoravano in questi luoghi, ma affranti dall'evolversi degli eventi li abbandonarono, forse nella speranza di ritrovare la guida che Ares, con la sua assenza, aveva loro tolto. Chissà se su di un'isola al centro dei grandi mari, o tra le stelle come si diceva che Ares fosse asceso, ma continuarono la loro esistenza, lontani dalle guerre tra le due fazioni e dalle nuove razze, loro eredi, che si combattevano per il predominio. Fu un giorno in cui la terra ardeva sotto i colpi dei Demoni e degli Arcangeli, e si racconta che i Priminati, compassionevoli verso la sorte di quel mondo ormai perduto, fecero un grande dono alla Natura che andava perendo sotto quei perenni martorii. I vecchi signori dell'equilibrio unirono la loro antica magia e diedero vita con la forza della mente e delle passioni a tre piccoli esseri, simili agli elfi, ma alati come farfalle e grandi una mano. Eos fu la prima, figlia dell'Aurora, candida come la brina del mattino, venne col sorriso. Metis la seconda, figlia del Vespro, grigia come il crepuscolo, nacque con la fierezza nello sguardo. Infine fu Ate, figlia della Notte, nera come il volo dei corvi, i pugni ben stretti ed il cipiglio adombrato. Fu così che da ogni raggio di sole o riflesso di luna, da ogni amore e da ogni sofferenza, può nascere una nuova fata, simile alle Prime ed unica nel suo stesso essere. E prima che Ares tornasse a pacificare le cose tutte, quando i Demoni condussero i Troll alle porte del mondo, le Fate giunsero al fianco dei cugini Folletti e dei benigni Angeli. La Natura ebbe da allora quei suoi piccoli guardiani, emblemi del suo essere, custodi dei suoi domini, tanto belli e leggiadri quanto furiosi e caotici come ella stessa sa essere. Figlie dell'equilibrio rifuggirono dapprima il contatto con le altre razze, creando il loro Regno nelle Terre dell'Est, tra le foreste ed i boschi fitti ed invalicabili, ove persino gli Elfi stentavano ad entrare. Ma lunga è la storia di questo mondo, e tante le vicende susseguitesi nelle ere, e fu che Ares tornò davvero, richiamando a sé le sorelle e portando nel mondo il suo eletto. Ed è allora che il timore scemò e che alcune Fate si spinsero oltre i confini dell'Est. Si dice che ora, in ogni dove, esistano una Sorgente ed una Corte fatata, ma che nessuna di queste abbia mai potuto eguagliare quello che fu ed è il primo, splendente ed incantato Regno delle Fate, celato dalle selve d'Oriente.
Sulis Adwen Rowan
Signora delle Sorgenti
Prima Regina del Popolo Fatato
¤ Le Fate nelle Terre di Ares ¤
Quando le Terre di Ares si assestarono nell'ordinamento che oggi conosciamo, alle fate fu concesso dai nobili di occupare le Sorgenti Incantate, ed è proprio per la grazia d'aver donato loro ospitalità e dimora che le fate del Regno rispettano e da sempre seguono le leggi da questi dettate. Certo le più caotiche non disdegneranno di lamentarsene nei chiacchiericci, ma tutte vi terranno comunque fede. Il fatto di avere un luogo in cui dimorare non impedisce alle fate di interagire nella vita del Regno, a prescindere dalla partecipazione ad un clan o ad un mestiere, queste infatti si dividono in più tipi: ci sono quelle che amano unicamente le Sorgenti e la compagnia delle altre fate, che raramente o per nulla si allontanano dalla loro dimora; ci sono quelle che invece amano particolarmente le città ed i villaggi degli uomini, affollati per le vie e nelle taverne, sempre possibile fonte di intrattenimento; infine c'è come sempre la via di mezzo, ossia le fate che dimorano alle Sorgenti ma che comunque non disdegnano qualche visita ai luoghi abitati e quelle che per ragioni di clan o mestiere non vi risiedono più stabilmente ma che tornano alle Sorgenti appena possono. La razza, comunque, grazie anche alla possibilità di presentarsi in forma umana, e quindi senza l'impaccio delle ridotte dimensioni, è generalmente ben integrata tra le genti, e questa potrebbe essere la ragione per cui molte fate giungono nel Regno dai più disparati luoghi, trovando infine qui sede stabile e talvolta definitiva.