¤ Vita e Metabolismo ¤
Nascita La fata è sostanzialmente costituita da energia e viene concepita asessuata sul piano astrale. È poi un evento naturale, solitamente, a far sì che la fata nasca anche sul piano Eterico, ossia nel mondo umano. La luce del sole che si riflette su di un filo di una ragnatela appena tessuta, la spuma di un’onda del mare che s’infrange sulla riva sabbiosa, il bagliore di un lampo che squarcia il cielo, la foglia che viene separata dal suo ramo dal vento del Nord, una risata cristallina, una lacrima di vera gioia, insomma un evento deciso dalla natura fa sì che la fata nasca. In genere non si può prevedere: una fata nasce nel modo più strano o più semplice e nel momento più inaspettato. Nell`attimo in cui avviene la nascita sul piano eterico, vengono determinati il sesso della fata ed il suo carattere. Quest`ultimo dipende sostanzialmente dal tipo di evento naturale che genera la fata: una risata o un evento gioioso generano una fata bianca, un evento malinconico una fata nera, un evento passionale una fata grigia. La nascita di una nuova Fata potrà essere legata all’unione di due scintille energetiche, provenienti da due fate o da una fata ed un esponente di qualsiasi altra razza. Quando quest’energia si unirà, una piccola luce pulsante prenderà vita nel piano astrale: è la fata nella sua forma primordiale. Non la si può ancora vedere né interagire con essa, ma la madre avvertirà la sua presenza.
Nutrizione Le fate amano il latte e qualunque tipo di cibo dolce. Adorano infatti i dolci come biscotti o torte e le zollette di zucchero. Sono accanite divoratrici di frutta: mele, bacche, frutti di bosco e specialmente fragole. Ma sono anche ghiotte di spezie, prima fra tutte la cannella. Le bevande per le quali vanno matte sono il vino, l’idromele, le bevande elfiche in genere ed i succhi di nettari misti dei fiori più buoni e profumati. Raramente si nutrono di carni, poiché non sono necessarie al loro sostentamento, al quale bastano il glucosio, fruttosio o saccarosio contenuti nei loro alimenti prediletti.
Riproduzione La riproduzione non avviene come per gli esseri umani. Il corpo della fata - sia maschio che femmina - è sterile poiché privo di organi di riproduzione. Le fate non possono pertanto avere figli ma, se perdutamente innamorate e desiderose di dare un figlio a colui che amano, di qualunque razza esso sia, è possibile che una fata nasca, grazie all´energia che circola nel corpo delle madri. Per questo motivo si può procreare con qualsiasi altra razza ma il figlio sarà sempre e solo una fata.
Longevità Essendo energia non risentono di invecchiamento causato dall’avanzare degli anni e sono perciò assai longeve. L`età delle fate è psicologica, basata sulle esperienze e pertanto non fisica. In pratica in una fata si possono distinguere una giovinezza, una maturità ed una vecchiaia, ma i passaggi dall'una all'altra condizione non sono definiti dallo scorrere del tempo (prima di dirsi matura una fata deve aver fatto diverse esperienze ed acquisito poteri che una fata giovane non ha). La fata può comunque riferire la propria età a quella umana, per far capire agli altri qual è il suo stadio di maturità. Le altre fate, invece, riescono a "percepire" quale sia il grado di maturità delle loro sorelle: è per questo, ad esempio, che riconoscono nella Regina, nell'Araldo e nelle altre una autorità, perché le percepiscono come più mature di loro e scelgono di seguirle.
Morte Per morte di una fata si intende il suo passaggio definitivo al piano astrale. Le cause possono essere molteplici ma la principale consiste in una perdita troppo consistente di linfa vitale che fa scattare nella fata una sorta di meccanismo di autodifesa, per cui poco prima che la linfa si esaurisca del tutto avviene la trasmigrazione sul piano astrale. In generale momenti di delusione, tristezza, malinconia ed altri, portano alla morte della fata, che inizia lentamente a sentire nostalgia per il suo mondo originario. Quando questa malinconia diventa troppo pesante, la fata trasmigra sul piano astrale per sempre e si può dire che muore sull`eterico. Nella maggior parte dei casi, quindi, è la fata stessa a decidere la propria morte. In genere, poi, è molto difficile che una fata torni sul piano eterico dopo la sua morte, sebbene siano documentati alcuni casi.
Lesioni, ferite e traumi Le lesioni agli arti o al derma di tipo traumatico, con o senza compromissione ortopedica, non necessitano di cure diverse da quelle utilizzate per le razze viventi, se non la precauzione di usare materiali di origine vegetale nei medicamenti e nelle fasciature. La remissione è veloce e non lascia solitamente segni di cicatrizzazione. Qualora il trauma o la ferita interessino l'ala, si ponga ogni cura nell'evitare che la fata possa infuriare o farsi prendere dalla malinconia, richiedendo la presenza di una fata di rango superiore che possa bilanciare con la propria energia quella della ferita. L'ala lacerata o spezzata deve essere tempestivamente bendata con fasce di lino, bagnate in un infuso di malva e camomilla in parti uguali, non in soluzione alcolica. La remissione avverrà in un lasso di 5/8 giorni. In caso di amputazioni od altre menomazioni fisiche è necessario seguire lo stesso procedimento per evitare che la ferita causi alla fata un'eccessiva perdita di linfa, che potrebbe ovviamente causarne la morte. L'arto amputato o la parte anatomica menomata potranno tornare come prima, attraverso la plasmazione dell'energia imposta dalla volontà e dai sentimenti della fata, ma questo le costerà un grande impiego di energia, ed un tempo di convalescenza molto lungo, potranno infatti volerci dai 15 ai 30 giorni. Come per tutto ciò che implica dispendio energetico il buon esito e la durata della ricreazione della parte lesa dipenderà dall'anzianità e dalla forza di volontà della fata, ma sarà tutto inutile se l'offesa sarà arrecata quando la creatura è in forma umana. Quando una fata in Forma Umana viene colpita a morte, pur essendo ancora viva, inizia a perdere notevole energia e totale concentrazione. Inevitabilmente quindi la fata tornerà sul piano eterico, perché impossibilitata a mantenere l'aspetto umano. Quando questo accadrà, le dimensioni della ferita si rapporteranno alle dimensioni stesse del corpo, una volta rimpicciolito. Se la ferita dovesse peggiorare al punto da comportare la morte della fata stessa, questa svanirà a poco a poco, fino a raggiungere completamente e definitivamente il piano astrale. Le sorelle potranno avvertirne la vaga ed ormai lontana presenza.
Veleni Le fate risultano sensibili ai veleni nella stessa misura in cui ne sono sensibili gli umani, con i medesimi effetti e le stesse patologie. Viene notata un`intossicazione più rapida nel caso di veleni di origine minerale.
Quando si trovano sul piano eterico, le fate possono essere soggette ad alcune forme patologiche di origine virale o batterica. Poiché il permanere sul piano eterico è spesso per la fata fonte di gioia, non sempre questa decide di "guarire" spostandosi al piano astrale, ma può invece rivolgersi ad un cerusico addestrato, in grado di soccorrerla ove ve ne sia bisogno. In più la fata può riportare nel corso di particolari accadimenti lesioni o ferite che andranno curate seguendo la particolare anatomia del soggetto.
Morbo della Linfa Gravissima sindrome virale (fin'ora l'unica accertata come peculiare della razza) di origine sconosciuta, che attacca il sistema immunitario della fata danneggiandolo. Il sintomo principale della malattia è l'impossibilità ad utilizzare le Skills di razza e a trasmigrare sul piano astrale. Alcuni clinici sono infatti dell'opinione che la linfa sia una sorta di materializzazione dell'energia astrale, pertanto una compromissione di questa appare legata all'impossibilità di utilizzare la propria energia. Il virus è altamente contagioso per le altre fate, tanto che una fata ammalata deve essere immediatamente isolata dalle altre; pare invece che non sussista pericolo di contagio per le altre razze. Nella prima fase della malattia avviene una sorta di immunodepressione del paziente, tanto che nella fata possono insorgere altre forme morbose che rendono difficile la diagnosi esatta. In presenza di traumi e ferite, la malattia si rivela come una difficoltà nella cicatrizzazione o nella saldatura degli arti feriti, segno evidente che la linfa non agisce correttamente. Nella seconda fase - caratterizzata dall'insorgere di complicanze neurologiche come la melanconia - la fata tende a "sbiadire", abbandonando il piano eterico ma senza riuscire a raggiungere quello astrale. Il virus si moltiplica in ambiente caldo-umido e in presenza di fonti di luce. La fata deve quindi essere isolata in ambiente asciutto e nella penombra. Si somministrino tutti i preparati atti a potenziare il sistema immunitario di origine vegetale, raccomandato su tutti il miele di fiori. Allo stato attuale, la regressione è spontanea oppure porta alla scomparsa della paziente.